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26 April 2018 | Vai alla Prima Pagina
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31/03/2018 - ABBIAMO SEGUITO UNO DI NOI - Omelia dell'Arcivescovo e benedizione - Processione delle Macchine 2018
Sapiente e semplice, quanto punteggiata di iridescenze scritturali, l’omelia di Mons. Marco Arnolfo, Arcivescovo di Vercelli a conclusione della tradizionale processione “delle macchine” di questo Venerdì Santo 2018.
Il Presule ha preso le mosse dalla recente scomparsa del notissimo conduttore televisivo Fabrizio Frizzi per innestarsi immediatamenten in una sintonia calda e confidenziale con la tantissima gente che gremiva la Basilica di S.Andrea.
Perché l’uomo di spettacolo, di successo, affermato, famoso, scomparso, è stato ricordato nei giorni del lutto e del dolore soprattutto come “uno di noi”, cioè uno che era pur rimasto come tutte le persone comune e semplici: non si era, insomma, creduto “qualcuno”, non era rimasto conquistato dalla lusinga mendace del successo, ricusando la compagnia e la fraternità con tutte le persone che gli volevano bene e lo conoscevano.
E questo sentimento di comunione si era esteso, dilatato, come il suono di una parola sincera, anche a chi non lo conosceva direttamente, ma lo seguiva in televisione.
***
Ecco – prosegue fuor di metafora Don Marco – noi questa sera per le vie della nostra “amata città di Vercelli” abbiamo seguito “uno di noi”.
Il Dio con noi è venuto per dire non a parole – o non solo a parole – ma con il segno tangibile della propria presenza fisica, che la morte non è l’esito della nostra esperienza terrena.
E se questa è la verità tangibile, percettibile anche con i sensi, con i miseri strumenti della nostra umanità, allora possiamo “fidarci” che abbia un senso ed un esito luminoso e di vita anche il Mistero.

Anche quando i nostri miseri strumenti della nostra umanità non ce la fanno a “capire”, “comprendere”, che sempre significa anche un po’ voler “contenere”, cioè in qualche modo ridurre a noi ciò che in noi non si può ricapitolare.
Perché siamo noi, l’umanità la Storia destinati ad essere in Lui ricapitolati.
In Lui che è venuto a rendere testimonianza – sono le parole del Vangelo di S.Giovanni, una delle Letture di questa Liturgia sempre emozionante – della verità.
E non per caso Pilato rivolge a Gesù che già è nel cavo della morte, dove non servono più molte parole, le ha già dette tutte, quella domanda che è la madre di tutti i relativismi poi uditi nei Secoli: che cos’è la verità?
Accade a volte di riflettere che Pilato sia l’unico personaggio della vicenda neotestamentaria il cui nome ricorra nel “Credo”, in entrambe le versioni.
Forse proprio perché la locuzione “patì sotto Ponzio Pilato” evoca l’insidia di ogni tempo: il “patire” della “Verità” provocata dal relativismo che nel corso dei Secoli assume tante sembianze.
Ma la domanda è sempre quella: che cos’è la verità?
***
Integrale l’Omelia di Mons. Arnolfo nel filmato che tra breve sarà on line, un modo di augurare a tutti i nostri Lettori, anche da parte di VercelliOggi.it tanti cari auguri di Buona Pasqua, affidati alla Verità che non si rivelerà mendace, quando un giorno la Storia si arrenderà ed il Mistero si illuminerà della sua propria luce.
Ora la gallery di questa bella sera di vita insieme a tutta la nostra comunità.
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