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11 December 2017 | Vai alla Prima Pagina
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03/12/2017 - GIORNATA DEL RINGRAZIAMENTO, TRA AGRICOLTURA E CULTURA - 3 dicembre 2017
“Nel giorno che Dio il SIGNORE fece la terra e i cieli, 5 non c'era ancora sulla terra alcun arbusto della campagna.
Nessuna erba della campagna era ancora spuntata, perché Dio il SIGNORE non aveva fatto piovere sulla terra, e non c'era alcun uomo per coltivare il suolo; 6 ma un vapore saliva dalla terra e bagnava tutta la superficie del suolo.
(…)
15 Dio il SIGNORE prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo lavorasse e lo custodisse”

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Non c’era dunque alcun uomo per coltivare il suolo, sicchè anche l’Eterno deve persuadersi a compiere il passo decisivo che avrebbe dato senso a tutto.
L’Onnipotente che non ha bisogno di nulla anticipa già in quel gesto l’evento di Cristo assegnando al primo Adamo il compito di lavorare e custodire.
Poiché “nessuna erba della campagna era spuntata” in quanto “non c’era alcun uomo a coltivare il suolo”.
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Impareremo poi poco oltre che quel compito deve essere sempre vissuto rifuggendo da tentazioni predatorie: “Perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e inquilini”, essendo chiaro il monito di Levitico 25,23.
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Sono di sapore e sapienza e profondità bibliche e radicalmente salde nelle primizie dell’Antico Testamento, quando “in principio” Diò creò, le allusioni cui rimanda l’omelia veramente ispirata dettata da Mons. Marco Arnolfo in questa Giornata Provinciale del Ringraziamento.
In principio: non solo e non tanto per dirci di un prima rispetto ad un dopo, bensì per indicare che tutto è originato e si ricapitola “nel principio” Creatore, cioè in Dio stesso.
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Appuntamento tradizionale che il mondo agricolo non tradisce mai – la Giornata del Ringraziamento - perché tutto viene dal Padre, anche quella vocazione che sentiremo riecheggiare nel nostro video tra breve on line, quando nella bella Parrocchiale di Fontanetto Po, oggi 3 dicembre risuona la Preghiera del Coltivatore.
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La vocazione a prendersi cura e coltivare ciò che resta di quel Giardino piantato in Eden, a Oriente, teatro di un tradimento, ma non per questo rimosso dall’umano orizzonte nella sua materiale fecondità: nè dimenticato dall’uomo pure esiliato, eppure capace di ritrovarsi, riconoscersi e chiamarsi, darsi un nome in ogni uomo che sia disposto ad assecondare la vocazione a quella costitutiva e naturale adesione al progetto originario.
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L’omelia dell’Arcivescovo è integrale nel video che proponiamo e che riprende qualche scampolo di questa bella giornata dove si parla di missione, vocazione, ma anche di economia, di arte.
Anche di arte perché di fronte alla Chiesa Parrocchiale oggetto di importanti restauri c’è la Chiesa della SS. Trinità che è un vero scrigno di tesori.
C’è un gruppo statuario che viene dal Sacro Monte di Varallo ad illustrare una deposizione che lascia ammirati.
Poi una apologetica di Sant’Orsola con S.Angela Merici attribuita nientemeno che ad Orsola Caccia, la figlia del celeberrimo Moncalvo.
Era la cappellania dei “disciplinati”, così chiamati perché allora la “disciplina” era una sorta di flagrum con cinque corde della quale si faceva l’uso che si può immaginare, penitenziale.
Ne resta una traccia eloquente nell’affresco che sovrasta l’altare.
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E’ la volta della tradizionale benedizione dei mezzi agricoli, compagni di lavoro moderni dell’uomo che non ha rinunciato a quel compito così importante, che non si può fare se non c’è anche la passione.
Una delle professioni, quella dell’agricoltore, con un elevatissimo tasso di identificazione in una vocazione.
Se no non si può stare in azienda così spesso sette giorni su sette, e non sono eccezioni.
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Poi il tragitto verso il teatro che ospiterà i discorsi ufficiali permette di imbattersi nella casa natale di Giovan Battista Viotti.
Occasione imperdibile per offrire ai tanti ospiti che vengono da paesi e contrade di tutta la provincia, un ripasso sulla figura del grande musicista.
Ed è qui che la “natura” prende il sopravvento e le due Autorità che di professione sono state Insegnanti pure loro immerse con passione nel proprio lavoro, salgono di nuovo in cattedra per un “Bignami” su Viotti.
Tanto la perfetta padrona di Casa Claudia De Marchi, Sindaco di Fontanetto Po, quanto la collega vercellese e relatrice della giornata, Maura Forte, non lesinano notizie su Viotti e le iniziative viottiane in programma a Vercelli.
Non va tra l’altro dimenticato che il Comune di Fontanetto Po è tra i protagonisti della Sezione di Pianoforte del Concorso Viotti.
Occasione utile anche all’umile cronista per imparare una cosa nuova.
La targa commemorativa che si vede nella nostra gallery informa chiaramente che Viotti nacque in quella casa nel 1755.
Mentre ci si imbatte in certa storiografica anche seria la quale invece ne fa risalire la nascita al 1753: due anni di differenza.
Sicchè chi scrive ha sempre pensato ad una delle tante incertezze, possibili tra gli Studiosi.
Claudia De Marchi invece dissipa l’equivoco.
I genitori Viotti ebbero nel 1753 un bambino che chiamrono Giovanni Battista, ma che morì prematuramente, in fasce.
Due anni dopo la loro casa fu nuovamente allietata da una nascita: questo bimbo fu battezzato, come l’altro, Giovanni Battista.
Era il 12 maggio 1755 e vedeva la luce il sommo violinista e compositore.
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Questo “focus” dura pochi minuti, ma è molto apprezzato dagli ospiti, i Coltivatori diretti di Vercelli e Biella che organizzano la giornata.
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Vi lasciamo con la gallery e con il filmato

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