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11/03/2019 - Vercelli Città - Politica
ROULETTE RUSSA A FERNANDOPOLI - La scelta adrenalinica di Paolo Tiramani: una sola camera di scoppio libera, le altre 4 con la pallottola - La candidatura di Andrea Corsaro, la sfida più difficile
ROULETTE RUSSA A FERNANDOPOLI - La scelta adrenalinica di Paolo Tiramani: una sola camera di scoppio libera, le altre 4 con la pallottola - La  candidatura di Andrea Corsaro, la sfida più difficile
I Fratelli De Rege -

È adrenalico (e forse ancor più) del gioco della roulette russa.

Che, a chiamarlo gioco, già ce ne vuole: sono modi di dire.

Sappiamo di cosa si tratta.

Si prende un revolver.

Si mette un solo proiettile in una sola delle 5 camere di scoppio.

Poi si fa rullare il tamburo, in modo che non si veda dove c’è e dove non c’è la pallottola.

Quindi ci si punta la pistola alla tempia.

E si preme il grilletto.

Se il cane torna a vuoto, è andata bene.

Va bene quattro volte su cinque.

Una volta è esiziale.

Praticamente si mette la vita a repentaglio, avendo l’80 per cento di possibilità di cavarsela.

***

Poi c’è la variante vercellese della roulette russa.

Le pallottole infilate nel tamburo sono 4, in altrettante camere di scoppio.

Quella libera è una sola.

Si riparte.

Si preme il grilletto.

Questa volta le possibilità di cavarsela sono ridotte al 20 per cento.

Un’overdose di adrenalina.

È un bel rischio.

Però, se va bene, tutti ti guardano (quelli del tuo giro, che amano il genere letterario) come un dio.

***

Paolo Tiramani ha scelto di giocare alla roulette russa alla vercellese.

Perché ha scelto di candidare alla carica di Sindaco di Vercelli Andrea Corsaro.

Ma andiamo con ordine.

***

È ormai ufficiale che l’ex Sindaco sarà lo sfidante numero uno dell’uscente Maura Forte.

Sarà espressione di una coalizione di Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia.

Un disegno che viene da lontano e che ha resistito, tetragono a qualsiasi ragionamento in contrario.

È il disegno di Supernando.

Che da tempo tifa per la conferma di Maura Forte: Corsaro designato a succedergli, nel 2020, alla Presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli.

Così è da almeno sei mesi, per non dire un anno, che cerca – per il Centrodestra – il candidato più debole che ci sia.

Perché, se la candidatura Forte è debole, ci vuole uno debole che la renda forte.

Detta così è un po’ da spiegare, ma ci si arriva, con un po’ di calma.

Insomma, a Fernandopoli le cose possono anche andare così.

Cerchiamo – però - di capire perché la soluzione possa andare bene anche a Tiramani.

***

Anzitutto, sgomberiamo il campo da un equivoco: la scelta di Corsaro non è tanto di Forza Italia o di Fratelli d’Italia.

È una scelta tenacemente portata avanti da Paolo Tiramani, che si è messo di traverso rispetto a qualsiasi altra ipotesi, posto che le due “tramontate”, in realtà, non avevano mai davvero visto l’alba.

Si tratta di Alessandro Stecco, espressione, eventuale, della stessa Lega.

Che le incompatibilità di Legge ci fossero, era cosa nota.

Che non si potessero diversamente interpretare ( magari pensando che potessero avere efficacia suolo sui Professori Ordinari e non anche sugli Associati ) pure.

Che mai la cosa si sarebbe potuta risolvere con l’approvazione, in zona Cesarini, di una “leggina”, da parte del Parlamento, intanto che fosse portato in Aula qualche provvedimento Omnibus, da emendarsi con cura sartoriale, questo non tutti l’hanno capito subito.

***

Sfumata anche l’ipotesi di candidare Carlo Riva Vercellotti.

Si vedrà, quando si conosceranno i nomi dei componenti del “listino” (i 10 Consiglieri regionali eletti “in staff” con il Presidente, senza passare dal vaglio degli Elettori nelle singole provincie), cioè i “garantiti”, se la sua scelta sarà stata accorta o no.

***

Dunque, che c’entra Tiramani con la candidatura di Andrea Corsaro?

C’entra.

Non solo e nemmeno tanto perché sia da un anno che l’idea circola.

Ma soprattutto perché è proprio Tiramani a non aver mai accettato l’idea che il candidato del Centrodestra potesse essere altri.

A cominciare dal candidato che, da tempo, è intento ai preparativi, Roberto Scheda.

Nella corsa a Palazzo Civico, Scheda sarebbe partito – quanto a gradimento da parte dell’opinione pubblica – con minori handicap.

Anzi, in qualche caso, anche con appoggi importanti.

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Dunque, perché insistere su Corsaro, che è il più “difficile” tra i candidati possibili per contrastare la conferma di Maura Forte?

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Bisogna provare, per una volta, a calarsi nei panni altrui.

Esercizio – di solito – non solo vano, ma altresì stucchevole, perché nessun sarto sa davvero adattare abiti, portati da altri, sulle nostre persone.

Fuor di metafora: ognuno – ringraziando Iddio – ragiona con la propria testa, traguardando le cose secondo la propria ottica, sia che abbia una vista d’aquila, sia che sia cecato come una talpa.

***

Però proviamo a cercare di capire cosa può guadagnarci e cosa, invece, rimettere, in questa avventura, Paolo Tiramani.

Dunque, cosa ottiene, il Segretario provinciale della Lega, in caso di vittoria di Andrea Corsaro?

Sicuramente – di riflesso – un successo personale.

Non solo perché porta a casa un Sindaco in più per il Centrodestra.

Ma, soprattutto, perché dimostra a tutti, anche ai critici, di avere visto giusto.

Insomma: si guadagna sul campo (e non solo perché nominato dall’alto all’incarico) davvero i galloni di leader di questa provincia.

Non solo quelli di capo incontrastato della Lega.

Di colpo, la sua figura sarebbe confermata come quella di un riferimento per tutti: assistito da un acume politico che ad altri fa difetto.

E questa differenza di “intelligenza” politica, sarebbe dimostrata dai fatti.

Ma non solo: capace di una tenacia che, in queste ultime settimane, l’ha indotto non solo ad insistere, ma soprattutto a resistere ad ogni ragionamento in contrario: anche se proposto da amici fidati.

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Anche così si afferma una leadership.

E, in fondo, deve (può) essere questa la scommessa di Tiramani.

A rischio di ripeterci: se questo fosse il disegno, non ci sarebbe nulla né di strano, né di male, né di eterodosso rispetto alle regole della sociologia politica, ancorchè minima.

Se una comunità locale vede l’ascesa di un leader che si legittima mediante la gestione vincente dei conflitti, è tutto normale e tutto – infine – foriero di futuro.

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Tutti gli altri cosa c’entrano con tutto questo?

Non un gran che.

Salvo che, come abbiamo visto, se questo fosse il risultato, farebbe un po’ comodo a tutti sapere che una comunità ha un leader legittimato dalla vittoria in una sfida elettorale, sperimentato e temprato anche da una lunga road map, secondo un progetto politico ambizioso quanto difficile, portato felicemente a compimento.

***

Il rischio, però, per Tiramani è totale.

Appunto: una sola camera di scoppio libera, mentre le altre 4 hanno la pallottola pronta ad esplodere.

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Perché, se questa strategia portasse il Centrodestra a perdere, sarebbe la Verdun del giovane Parlamentare.

Perché oggi tutti i pronostici sono a favore del Centrodestra.

Perché la città esprime un bisogno di cambiamento che è palpabile.

Perché questo bisogno si traduce in una volontà che – secondo molti e fino ad oggi – non identifica in Corsaro il candidato adatto a capirne le ragioni, interpretarne le istanze, rappresentandone la proposta politica, concreta, persuasiva, capace di motivare una nuova partecipazione, di suscitare un movimento di popolo.

***

Si è già detto: la scelta di Corsaro è la più difficile.

Si parte con l’handicap.

Per farcela bisogna essere fuoriclasse.

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Perché, se si perde, non è solo Tiramani che resta sconfitto.

Significa che si consegna definitivamente anche l’altra mezza città ad Iren.

Significa che “soprese” come quella della “letamaia” di Polioli potranno essere all’Ordine del Giorno.

Significa che le speranze di vedere tornare pubblica la gestione dell’acqua svanirebbero.

Significa che “soprese” (a breve altro servizio sull’argomento) come la improvvisa calata degli intermediari francesi della logistica, a sottrarre al futuro dei nostri figli gli ultimi 400 mila metri quadri di area industriale, potranno ripetersi.

Anzi, diventare sistema, perché una Giunta Maura Forte bis potrebbe contare sul sostegno, in Consiglio Comunale, di 22 Consiglieri.

Se l’attuale Sindaco è riuscita a portare in porto l’operazione di cessione delle azioni di Atena ad Iren ( 17 dicembre 2015 ) senza avere la maggioranza in Consiglio Comunale, figuriamoci cosa potrebbe accadere se – al contrario – questa maggioranza ci fosse, ed ampia: 22 Consiglieri contro 10.

Come avverrebbe, nel caso in cui Corsaro fosse sconfitto.

***

Sicchè il rischio per Tiramani è enorme.

Perché in tanti, solo per senso di responsabilità, sono disposti a votare persino Corsaro.

Non si può dire “turandosi il naso”.

Non è vero e non è espressione adatta alla circostanza.

Corsaro non è un burattino nella mani di chicchessia, né un candidato di comodo, un re Travicello, né – ancora – una persona di moralità che lasci spazio a zone d’ombra.

Però è vero: tanti voteranno solo ed esclusivamente per senso di responsabilità.

***

Se poi Corsaro perdesse, questi elettori, verosimilmente, rimprovererebbero al giovane Parlamentare: ci hai fatto votare persino Corsaro, per andare a perdere.

Poi è vero che, in fondo, Tiramani sta a Borgosesia e non a Vercelli e la sconfitta non la vivrebbe sulla propria pelle.

Però, quando dovesse scendere dalla Valle per tornare qui, è facile pensare ai comitati d’accoglienza, sistemati più o meno all’altezza del Mobilificio Prella, apostrofarlo al modo del più intelligente dei due Fratelli De Rege, quando si faceva vivo quello meno sagace: “Vieni avanti, cretino”.


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