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25 September 2018 | Vai alla Prima Pagina
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10/09/2018 - Vercelli Città - Cronaca
OGGI ALLE MALDIVE CI SONO 19 GRADI: il buffo linguaggio cifrato dei Dirigenti di Punto Service per tentare di eludere le intercettazioni - Significava avere un vantaggio di 19 punti sul concorrente - L'INDAGINE ILLUSTRATA IN VIDEO DAGLI INQUIRENTI
OGGI ALLE MALDIVE CI SONO 19 GRADI: il buffo linguaggio cifrato dei Dirigenti di Punto Service per tentare di eludere le intercettazioni - Significava avere un vantaggio di 19 punti sul concorrente - L'INDAGINE ILLUSTRATA IN VIDEO DAGLI INQUIRENTI
Da sinistra, De Luca, Palumbo, Pianta, Pretti -

Massimo Secondo sospeso per sei mesi dalla carica di Presidente della Coop. Sociale “Punto Service” di Caresanablot.

Vai direttamente al video con gli interventi degli Inquirenti cliccando l'icona qui sotto -



Paolo Barbano, Giovanni Maria Ghe, Gianpaolo Paravidino, ( rispettivamente Presidente della Commissione di gara, Direttore e Legale Rappresentante presso l’Ipab Borsalino di Alessandria ) sospesi per sei mesi da qualsiasi Ufficio Pubblico.

Molti altri indagati, tra questi il Direttore della Casa di Riposo di Piazza Mazzini a Vercelli, Alberto Cottini, ma per fatti che in nulla si riferiscono alla conduzione della struttura assistenziale vercellese.

I Lettori possono in questo audiovideo ascoltare direttamente dalla voce del Dott. Pier Luigi Pianta, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vercelli, del Dott. Davide Pretti (il Sostituto che, con il collega Dott. Francesco Alvino ha condotto la complessa indagine) del Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Vercelli, Col. Mario Palumbo e del Col. Alessandro De Luca, Responsabile delle attività di Polizia Economica e Tributaria, la descrizione della complessa indagine.

Ecco dunque il video con l’esposizione integrale resa nel corso della conferenza stampa tenuta in data odierna – 10 settembre – dagli Inquirenti.

Un’indagine che ruota attorno a 14 casi di turbativa d’asta.

Insomma, la Punto Service accusata di aggiudicarsi le gare d’appalto per la gestione delle Case di Riposo grazie al fatto che i capitolati ed i bandi di gara (le “griglie” attraverso le quali vagliare le offerte “qualitative” dei concorrenti) fossero confezionati su misura proprio in base ai requisiti posseduti dalla Coop. di Caresanablot.

Come sarebbe stato possibile?

Grazie al fatto che i Commissari di gara ed i rappresentanti delle Stazioni Appaltanti (gli Enti Pubblici proprietari delle Case di Riposo) agissero in modo da scrivere capitolati e bandi sartoriali per favorire la storica Cooperativa Sociale vercellese.

Sono stati presi in esame dagli Inquirenti, oltre a quello di Alessandria, alla Casa di Riposo Borsalino, 14 appalti, per un valore di oltre 50 milioni di euro.

Nella prima parte del video il Procuratore Capo Pier Luigi Pianta illustra gli aspetti cosiddetti di "disvalore" di questo genere di reati.

Truccare una gara, da parte di una Stazione Appaltante pubblica, a vantaggio di un'impresa, non è soltanto un fenomeno pur grave circoscritto a quell'ambito.

Produce anche effetti negativi "sistemici" che recano danno al sistema delle imprese, che non riescono, pur meritandolo, a ottenere commesse, incarichi, a sviluppare fatturato lecitamente conquistato.

Il Sostituto che ha curato le indagini insieme al collega Francesco Alvino, Davide Pretti, ha illustrato alcune delle modalità operative con le quali si traduceva in azioni criminose il disegno ideato dai referenti.

Le Commissioni giudicatrici per l'assegnazione degli appalti erano costituite scegliendone i membri e soprattutto il Presidente (nel caso della Casa di Riposo Borsalino di Alessandria, Paolo Barbano) tra le persone "amiche" della Punto Service.

Ma il gioco era preparato prima, dai dirigenti compiacenti degli Enti: si preparava il bando di gara, il capitolato, avendo cura di prevedere requisiti che fossero sicuramente, se non esclusivamente, in possesso della Punto Service.

Questo determinava una posizione di favore della Coop. di Caresanablot.

Con la modalità dell'offerta cosiddetta "economincamente più vantaggiosa", infatti, il criterio in base al quale è assegnato il punteggio è duplice e complementare.

Da un lato, c'è una serie di aspetti chiamati "qualitativi" o tecnici, con i quali l'offerente descrive come realizza il servizio, come lo implementa da un punto di vista qualitativo.

Insomma, presenta il proprio "progetto" di gestione.

E' la parte più "manipolabile" della procedura di gara.

Quella che lascia alla Commissione giudicatrice la massima discrezionalità.

E' chiaro che se i criteri con i quali l'Ente che dà il lavoro valuta questa parte qualitativa secondo parametri che sono propri di un'azienda in particolare, questa ha buon gioco nell'aggiudicarsi il punteggio più alto.

A volte, anche l'80 per cento del punteggio.

Evidentemente, quando un concorrente si è già aggiudicato l'80 per cento del punteggio, anche se fa l'offerta economica (il ribasso d'asta) molto inferiore a quello di altri concorrenti, un residuo 20 per cento non basta a fargli perdere la gara.

La "specialità" della Punto Service, secondo gli Inquirenti sarebbe proprio stata questa.

Un vero "sistema" che controllava i dirigente delle Stazioni appaltanti.

Otteneva capitolati di gara e bandi cuciti su misura per i requisiti della Coop. di Caresanablot.

Poi sceglievano insieme i Commissari delle Commissioni giudicatrici, tra gli "amici", per controllare anche la valutazione delle offerte e l'attribuzione dei punteggi.

Insomma, niente lasciato al caso: ore e ore di intercettazioni telefoniche ed ambientali mettono a contatto con una realtà incredibile.

Un'impiegata della Coop, al telefono con l'ex Amministratore Delegato Franco Deambrogio, conversava in linguaggio cifrato e per dire che il punteggio attribuito alla Punto Service da Commissari compiacenti era di 19 punti più alto di quello assegnato a concorrenti meno "nella manica", dicevano: oggi alle Maldive ci sono 19 gradi.

Insomma, una cosa da specialisti, che non si improvvisa.


 

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