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30/09/2012 - Alessandria - Cronaca
ODALENGO GRANDE – Cittadinanza onoraria a Romana Blasotti Pavesi ed Ennio Caretto – Una pioggia autunnale ha accompagnato la cerimonia
ODALENGO GRANDE – Cittadinanza onoraria a Romana Blasotti Pavesi ed Ennio Caretto – Una pioggia autunnale ha accompagnato la cerimonia
Il tavolo degli ospiti. Da sinistra: il sindaco Fabio Olivero, Ennio Caretto, Romana Blasotti Pavesi, Alberto Sinigaglia

(r.c.) - Cittadinanza onoraria a Romana Blasotti Pavesi ed Ennio Caretto. Una pioggia autunnale ha accompagnato la cerimonia organizzata dall’amministrazione comunale che, approfittando dei due ospiti illustri, ha proposto per l’occasione un incontro sul doppio tema “amianto e comunicazione”. Fabio Olivero, sindaco della bella cittadina collinare ha fatto gli onori di casa e il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte Alberto Sinigaglia è stato il moderatore del dibattito. Un appuntamento davvero ben organizzato e molto ben riuscito, durante il quale i protagonisti hanno espresso concetti importanti, frutto della loro esperienza personale. «Sono molto fiero – ha spiegato il sindaco Fabio Olivero-, di conferire la cittadinanza onoraria a due persone davvero speciali». Ennio Caretto è nato il 16 maggio 1937 a Odalengo Grande. Precisamente nella frazione di Sant’Antonio. Ha vissuto sulle colline monferrine per 2 anni prima di trasferirsi a Torino. «Sono stato precario per 6 anni – ha spiegato Caretto-, ma non mi sono mai dato per vinto». Caretto ha raccontato l’episodio che ha “segnato” tutta la sua carriera giornalistica ed in generale la linea di condotta della sua vita. Era il 21 ottobre del 1966. Più di 130 persone, soprattutto bambini, sono stati sepolti da un cumulo di scorie di carbone nel villaggio carbonifero di Aberfan, nei pressi di Merthyr Tydfil in Galles. «Ero a Londra, mi chiama il direttore de “La Stampa”, il mitico Giulio De Benedetti e mi chiede di andare sul posto. Prendo un treno, frequentato dai minatori e arrivo a destinazione. E’ stata un esperienza terribile, che mi ha segnato l’esistenza. La sera, contatto la redazione e mi risponde il direttore in persona. Riferisco che non ho avuto tempo di scrivere nulla e avevo bisogno di tempo. Il direttore mi ha chiesto di “dettare” al telefono fino a che avevo voglia. La mattina dopo il giornale ha dedicato alla ferale notizia, la prima pagina. Il direttore mi ha poi chiesto di andare a fare il corrispondente a Mosca, dicendomi:”Lei mi costa un terzo di un giornalista affermato”». Da quel momento, Caretto, ha iniziato una bella carriera che lo ha portato anche a Bruxelles e New York al seguito della Casa Bianca, come corrispondente estero. Ha scritto anche alcuni libri: “La caduta di Saigon”, sulle vicende del Vietnam, quando ha incrociato anche il collega giornalista-scrittore Tiziano Terzani, e “Le due torri. I 10 anni che hanno sconvolto l'America”. Romana Blasotti Pavesi ha 83 anni, è tra i principali animatori della battaglia processuale che ha visto alla sbarra a Torino, per disastro ambientale doloso, i responsabili della multinazionale dell’amianto, che a Casale Monferrato aveva una fabbrica. La donna ha perso, a causa di tumori incurabili, il marito Mario, la sorella Libera, il nipote Giorgio, una sua cugina Anna e la figlia Maria Rosa. E’ presidente dell’Associazione Familiari Vittime dell’Amianto, è impegnata da tempo nella lotta contro l’amianto, ottenendo la chiusura della fabbrica (1986), la messa al bando dell’amianto (1992), l’iscrizione dell’asbestosi e dei mesoteliomi come “malattie professionali”. «Hanno continuato a lavorare l’amianto – ha spiegato Romana Blusotti -, anche se sapevano che era dannoso per la salute.» La donna ha raccontato alcuni aneddoti, commovendo più volte il pubblico presente. «Capisco che siano storie drammatiche - ha spiegato – e che possano provocare crisi di pianto. Io purtroppo, da quando ho perso mia figlia non ho più lacrime per piangere». Il moderatore, Alberto Sinigaglia, ha ricordato le qualità di un buon giornalista, che deve sempre mantenere un giusto equilibrio. «Fino a poco tempo fa – ha spiegato il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte -, il tesserino dell’Albo dei Giornalisti recava anche la scritta “Ministero di Grazia e Giustizia”, a dimostrare l’importanza della sua missione». Al termine del dibattito, che ha avuto luogo sul sagrato della chiesa San Vittore di Odalengo, i presenti hanno consumato un gustoso rinfresco, all’interno della chiesa.

Romana Blasotti Pavesi e Alberto Sinigaglia
Romana Blasotti Pavesi e Alberto Sinigaglia
Il tavolo dei relatori
Il tavolo dei relatori
Il tavolo dei relatori
Il tavolo dei relatori
Il tavolo dei relatori
Il tavolo dei relatori
Il pubblico presente alla cerimonia
Il pubblico presente alla cerimonia
Il tavolo dei relatori
Il tavolo dei relatori
Il pubblico presente alla cerimonia
Il pubblico presente alla cerimonia
Il pubblico presente alla cerimonia
Il pubblico presente alla cerimonia
Il pubblico presente alla cerimonia
Il pubblico presente alla cerimonia
Il pubblico presente alla cerimonia
Il pubblico presente alla cerimonia
Un momento del rinfresco
Un momento del rinfresco
Un momento del rinfresco
Un momento del rinfresco
Un momento del rinfresco
Un momento del rinfresco
Un momento del rinfresco
Un momento del rinfresco

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