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04/10/2020 - Valsesia e Valsessera - Politica
LENTA SI PREPARA A COMBATTERE - Ai cittadini non piace l'annessione mascherata da fusione - Vale la pena di sacrificare un Comune per il terzo mandato del Sindaco dell'altro Comune? - Sullo sfondo, la guerra alla Comuni Riuniti
LENTA SI PREPARA A COMBATTERE - Ai cittadini non piace l'annessione mascherata da fusione - Vale la pena di sacrificare un Comune per il terzo mandato del  Sindaco dell'altro Comune? -  Sullo sfondo, la guerra alla Comuni Riuniti

La data è fissata: 8 e 9 novembre prossimi.

Saranno i giorni in cui i cittadini di Gattinara e Lenta saranno chiamati al voto.

Un voto referendario, per dire “Sì” oppure “No” al progetto di fusione dei due Comuni.

Come la pensano i diretti interessati, gli abitanti di Lenta e Gattinara, a proposito del referendum?

Dell’idea di unire in un Comune solo i due: appunto Lenta e Gattinara?

Cercheremo di capirlo nelle quattro settimane che ci separano dal voto, andando ad ascoltare la voce di chi non ha voce.

Da tempo, la propaganda è tutta animata da Daniele Baglione, Sindaco di Gattinara, che pare non vedere l’ora di papparsi Lenta.

Ma non tanto per una crisi di bulimia compulsiva.

Ma andiamo con ordine.

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Dunque, bisogna sapere che una recente evoluzione della normativa vigente a proposito di Autonomie Locali incoraggia la fusione o la fusione per incorporazione di due o più Comuni.

Il Lettore ricorderà sicuramente la breve epopea del progetto di annessione del Comune di Sali Vercellese con Vercelli, concepito e – comprensibilmente – finito con una interruzione volontaria di gravidanza decisa dallo stesso Comune Capoluogo.

I Consiglieri Comunali di una maggioranza trasversale non capivano, infatti, soprattutto una cosa: perché mai un atto di tale rilievo dovesse essere adottato a pochi mesi dalla scadenza del mandato di entrambe le Amministrazioni.

- leggi qui –


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Allora – per Vercelli e Sali Vercellese – l’appeal della iniziativa era tutto riassunto in una speranza: così lo Stato Centrale ci dà soldi, come premio per l’accorpamento.

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Se fosse davvero una tale giulebbe, perché ora non se ne parla più?

Perché il Sindaco di Vercelli e quello di Sali Vercellese non riprendono il percorso?

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Come andrà quel referendum, quello dei primi di novembre prossimi, non si sa.

Quello che si sa è come andrebbe un altro sondaggio di opinione, se qualcuno lo promuovesse.

Il sondaggio che domandasse alla gente, di entrambi i Comuni: ma tu, sinceramente, credi che, se Daniele Baglione potesse candidarsi ancora a Sindaco, anche per un terzo mandato, farebbe tutto questo cinematografo?

Più in chiaro: la star di Facebook sa bene che, dopo il secondo mandato (cinque anni, più altri cinque anni), un Sindaco non può più essere rieletto.

Salvo che – ad esempio – il proprio comune non si unisca, fonda, con un altro: entrambi i Comuni “fusi” cessano di esistere, si crea così un terzo e diverso, nuovo Ente, e allora uno può di nuovo candidarsi a fare il Sindaco.

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Come finirebbe questo sondaggio è più che prevedibile.

***

E’ superfluo dire che, soprattutto ai cittadini di Lenta (e forse anche di Gattinara), che Daniele Baglione vada, eventualmente, invece che a fare il Sindaco per la terza volta, a lavorare come tutti, non pare una prospettiva così devastante.

Allora, uno può pensare: ma se gli abitanti di Lenta non sono d’accordo, hanno solo da votare “no” ed è finita lì.

Non è così semplice.

Perché la stessa norma su fusioni ed accorpamenti dice: se i cittadini del Comune più piccolo sono contrari, ma quelli del Comune più grande sono favorevoli, vincono comunque quelli del Comune più grande.

E perché?

Perché la “base elettorale” si forma sommando gli elettori dei due centri, considerandoli un solo corpo elettorale.

In chiaro: se i gattinaresi votassero in maggioranza “si” alla fusione e, all’opposto, anche l’unanimità dei lentesi fosse tutta contraria, la fusione si farebbe comunque.

Il pesce grosso mangia comunque il pesce piccolo.

 

 

A molti, soprattutto trattandosi del delicato tema delle Autonomie Locali, una simile norma è parsa iniqua.

Tanto è vero che, in Consiglio Regionale, qualcuno ha pensato di rivederla.

L’iter della riforma segna, però, il passo, perché la “pausa Covid” ha condizionato anche questi lavori.

Sicchè è più che comprensibile la fretta di Baglione per procedere in men che non si dica.

C'è, però, da dire che, in Regione, si stia seriamente pensando di tutelare i cittadini che dicono "no". 

Quindi tutta questa storia potrebbe anche finire, grazie al voto contrario di Lenta.

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Come la pensano i cittadini di Lenta?

Incominciamo da loro questa carrellata.

Loro hanno anche un motivo in più per coltivare seri dubbi.

Perché, in mezzo, (forse al centro) di questa nuova “Guerra di Indipendenza) c’è anche la “guerra dell’acqua”.

E qui bisogna aprire (ora solo con un flash, ma lo diranno meglio loro stessi) una parentesi.

Non va dimenticato che l’acquedotto di Lenta è gestito dalla Comuni Riuniti.

Un Consorzio nato anni fa, soprattutto per iniziativa di Alice Castello.

Ora presieduto da Alessandra Ticozzi di Quinto, riunisce poco meno di venti comuni di un’area omogenea della provincia.

Ebbene, gli altri sei Gestori degli acquedotti provinciali

(rimandiamo a questo link)

per un primo approfondimento vogliono papparsi (anche qui, si salvi chi può…) la Comuni riuniti.

Ne hanno decretato (l’Autorità d’Ambito di Ato2) lo scioglimento, ma il piccolo Consorzio tiene duro ed ha presentato ricorso al Tar.

Ebbene, se Lenta come Ente autonomo non esistesse più, le decisioni sarebbero prese dal Sindaco della “nuova Gattinara”.

E dove siede il Sindaco della attuale Gattinara ed aspirante successore di sé stesso nella “new company”?

Ma proprio nel Consiglio di Amministrazione di Asm Vercelli spa, controllata dal colosso Iren spa, che ha una fame di acquedotti nemmeno tenuta nascosta, dichiarata come tale.

Vanno d’accordo il Sindaco attuale di Gattinara e quelli di Iren, con i quali Daniele Baglione siede nel Consiglio di Amministrazione di Corso Palestro?

Per saperlo,

diamo un’occhiata a questo precedente articolo.


Ma, come abbiamo detto, su questo fondamentale capitolo della gestione pubblica dell’acqua, soprattutto nella sua relazione con il progetto di fusione dei Comuni di Gattinara e Lenta, ci si dovrà tornare, ascoltando i protagonisti.

C’è un mese di tempo.

***

Oggi apriamo la discussione ospitando l’intervento dei cittadini di Lenta, che già hanno raccolto tante firme di persone contrarie alla fusione, che rappresentano ben oltre la metà del corpo elettorale.

Questo intervento è inviato a VercelliOggi.it da Angelo Abbagnano, per dieci anni Sindaco del paese.

Buona lettura e appuntamento al prossimo incontro.

 

 

Ecco la lettera di Abbagnano


Prima di tutto bisognerebbe rispondere alle domande poste dal Sindaco (di Gattinara, in una iniziativa pubblica ndr) in maniera così accattivante; piacerebbe vivere in un territorio più bello, con più servizi per gli anziani e per i bambini e ragazzi, pagando meno tasse, arrivando così a costruire un mondo migliore?

Certo che, sì ma chi amministra da 10 anni è lui, chi non ha abbassato a sufficienza le tasse è lui, chi trascura i servizi è lui, chi spende e spande caricando di debiti la collettività è sempre lui e ovviamente la sua amministrazione.

Ma vi ricordate quando difendeva la ferrovia? che fine ha poi fatto?

E i Cavalieri del Sesia e le prese d'acqua del Comune di Gattinara dal fiume, diritto conservato per moltissimi anni e un vanto per la Città che fine hanno fatto?

E l'Ospedale che in realtà purtroppo e sottolineo purtroppo Ospedale non lo è più che fine ha fatto?

La stessa fine che faranno le promesse “elettorali” pro-fusione, parole utili solo a racimolare consensi per poi disattendere tutto o quasi contando sul fatto che la gente dimentica, soprattutto se non se ne parla più e si continua a

riempirla di parole che raccontano di sogni irrealizzabili. Tutte tante troppe parole, troppa "pubblicità ingannevole” con volantini e pagine intere di giornali a pagamento con didascalie e foto che inducono a credere che i due Comuni esisteranno anche dopo, quando invece uno dei due Comuni non esisterà più, e sarà il mio, il nostro Comune di Lenta.

Non fatevi ingannare.

E poi che dire della parola democrazia usata ed abusata.

Se avessero voluto tenere conto della volontà della gente avrebbero dovuto chiederlo alla stessa gente prima di intraprendere il percorso di fusione.

Gli Statuti Comunali permettevano e permettono consultazioni sul territorio per verificare la volontà popolare per le scelte che non erano previste nel programma elettorale ma che possono stravolgere il senso di una amministrazione. Non sono stati usati volutamente perché consapevoli della contrarietà della stragrande maggioranza della gente.

E di tutti questi incontri promessi che dovevano spiegare le motivazioni della grande fretta nel fare questa fusione, soltanto 2 incontri contestatissimi...e mai ripeto mai nessuna risposta seria alle domande serie.

Lo stesso Sindaco di Valdilana che ricorda come loro la fusione l’avevano nel programma elettorale e ne hanno parlato per tre anni.

E noi per quanto?

Tre mesi per colpa delcovid-19, così ci hanno detto.

Ma proprio per quello dovevano sospendere tutto e attendere la fine dell’epidemia.

Hanno paura della gente e della contrarietà della maggioranza di essa.

Negli ultimi 30 anni si sono avvicendati diversi Sindaci ed ognuno ha operato nel rispetto delle autonomie locali, collaborando, senza sentire la necessità di inglobare i Comuni limitrofi.

Oggi non è più così: il rispetto avuto a riguardo delle identità locali, dai nostri attuali Sindaci, viene deriso come “cosa vecchia”, “mentalità retrograda”, mentre si inneggia alla nascita di unnuovo comune, con tanti saluti alle autonomie locali di leghista memoria.

A proposito di ciò, comemai ancora nessuna voce contraria si è levata da quella area politica? Si potrebbe pensare male...

Cosa è cambiato? Cosa ha fatto nascere questa nuova necessità?

L’attuale Sindaco di Gattinara è al termine del secondo mandato, e la legge (che è uguale per tutti) prevede che nei comuni di queste dimensioni, un Sindaco uscente dal secondomandato non possa ricandidarsi per il terzo.

Qualora questo dovere fosse ostico da digerire, vale la pena ricordare lo spirito della legge di limitazione che vieta il terzo mandato:

• evitare eccessive concentrazioni di potere personale e del suo uso

• favorire il ricambio della classe dirigente delle amministrazioni locali

• impedire e spezzare vincoli personali tra elettori ed eletti

• evitare il clientelismo.

Ci sembrano motivazioni importanti, giuste, condivisibili e necessarie per regolare il conferimento di un incarico, come quello di Sindaco, che esercita un ampio potere all’interno delle istituzioni.

Come purtroppo la storia ci insegna, se ti “affezioni al potere” e sei abbastanza vanitoso da crederti insostituibile, finisci per compromettere la democrazia invece di difenderla.

Con questo “nuovo comune” il Sindaco potrà ripresentarsi e l’ostacolo dell’ineleggibilità con il suo principio democratico è bello che superato.

Perché dovremmo sostenere questo progetto? Quale risultato otterremo?

Sicuramente, per legge i due storici Comuni così come li conosciamo non esisteranno più, e la cosa sarà irreversibile, saremo tutti in un “grosso pacco” un ente nuovo “ibrido”

contenente i servizi che già conosciamo e che per essere meno costosi dovranno subire delle modifiche, il tutto con la fragile promessa dei nostri amministratori di “contributi dello Stato a pioggia”; mentre lo Stato che li dovrà stanziare ha già stabilito che manderà questi aiuti economici (contributi) solo se avrà i soldi a copertura e sicuramente per un periodo limitato.

Mentre la risultanza di questo ibrido sarà irreversibile i soldi ovviamente sono un’incognita e, nella migliore delle ipotesi, arriveranno per i primi anni.

Dimenticavamo la grande innovazione promessa dai nostri Sindaci: Una pista ciclabile da Lenta a Gattinara!

In questo nuovo comune tutti i regolamenti e gli statuti che fino ad ora hanno regolato il rapporto tra il cittadino ed il comune stesso decadranno e dovranno essere riscritti.

Come saranno riscritti?

Prendiamo ad esempio la situazione del Consorzio Strade Vicinali che richiede e incassa puntualmente le quote dei singoli cittadini, mentre attende invano tre anni di versamenti da parte del Comune.

Il Sindaco ha dichiarato sui giornali che lo statuto è vecchio ed è da rivedere.

Con tali affermazioni si può solo pensare che la stesura del nuovo statuto sarà più favorevole al Comune e molto meno ai privati cittadini consorzisti Gattinaresi ai quali non resterà che pagare di più per coprire i costi.

visto che tutti ma proprio tutti gli Ordinamenti, Statuti e Regolamenti dovranno essererifatti, e che il protagonista è sempre lo stesso, fate le vostre considerazioni.

Vale sempre la pena ricordare lo spirito della legge che vieta il terzo mandato!

Per essere ricordati buoni amministratori si deve operare bene e rispettare le regole che ogni singolo cittadino rispetta.

Trovare un metodo per aggirarle non è un’arte di cui andare fieri, e lo è ancora meno quando si calpestano i diritti di autonomia dei cittadini, facendo credere di essere “lungimiranti edilluminati”, quando invece l’obiettivo è molto ma molto ravvicinato, addirittura sotto di sé.

mi auguro che i gattinaresi si schierino con noi che rappresentiamo i lentesi e

Lenta oramai più della nostra amministrazione comunale, e che divulghino il no alla fusione, no ad un aggiramento delle regole democratiche; non abbiate paura, condividete connoi questa battaglia riappropriamoci del nostro diritto di decidere del nostro futuro.

Lenta è contraria alla fusione, la maggioranza di Lenta è contraria allafusione già ora e lo ha dimostrato con la raccolta firme di ben più del 50% degli aventi diritto

al voto.

di che altro voi che amministrate avete bisogno?

Avete già la certezza che la gente di Lenta e’ contraria.

Una vera fusione non si fa per soldi ma per la volontà della maggioranza di entrambe le popolazioni residenti.

Gattinaresi, camminate con noi sulla strada delle scelte consapevoli e democratiche salviamo l'identità dei nostri Comuni e procediamo fianco a fianco e solo così

potremo dire ora e ripetere in futuro...viva gattinara e viva lenta vicine ma non con…fuse.

Non con…fondiamoci.

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