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17 December 2018 | Vai alla Prima Pagina
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10/04/2018 - Vercelli - Cronaca
L'EQUILIBRIO POSSIBILE TRA LIBERTA' E SICUREZZA - Il Questore Rosanna Lavezzaro al 166.mo Annuale della Polizia di Stato - IL VIDEO CON IL DISCORSO INTEGRALE
L'EQUILIBRIO POSSIBILE TRA LIBERTA' E SICUREZZA - Il Questore Rosanna Lavezzaro al 166.mo Annuale della Polizia di Stato - IL VIDEO CON IL DISCORSO INTEGRALE

Il video con la prolusione integrale del Questore di Vercelli, Rosanna Lavezzaro

Vai a questo link:

http://vercellioggi.it/dett_video_notizie.asp?id=2737


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Ecco, anch'esso integrale, il testo scritto.

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Autorità civili, militari ed ecclesiastiche, gentili ed illustri ospiti tutti,  è con grande entusiasmo e soddisfazione che vi do il benvenuto alla 166.ma Festa della Polizia di Stato, la mia terza celebrazione nella città di Vercelli, ringraziando fin da subito l’Arcivescovo, Monsignor Marco Arnolfo per aver concesso l’utilizzo di questa suggestiva cornice.

“Esserci sempre” è il motto ispiratore di quest’anno e credo renda perfettamente lo spirito con il quale l’Amministrazione della Polizia di Stato intende la propria presenza sul territorio.

Sapete ormai che non è mio costume fornire percentuali e riportare dati  (quelli, che comunque sono indicatori importanti e significativi della nostra attività,  li troverete con un commento analitico nella cartelline che vi sono state distribuite), perché ritengo più interessante e stimolante anche per la platea condividere alcune brevi considerazioni sullo stato del nostro territorio in relazione alla situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica.

E’ un momento particolarmente delicato per il nostro Paese che, come tutti i periodi complessi, richiede soluzioni innovative, al passo con i tempi e soprattutto che siano in grado di fornire una risposta rassicurante ai cittadini,  nei cui confronti siamo tenuti costantemente a rispondere.

 

In questa logica quest’anno abbiamo inteso realizzare e proiettare un video per  “avvicinare” il più possibile la platea a quella che è la nostra attività quotidiana, che spesso non è fatta di routine, ma di imprevisti. Mi sono poi resa conto, parlando con la gente, che a volte  non si ha la conoscenza di quella che è l’organizzazione interna di una Questura ed è proprio per questo che abbiamo immaginato con i funzionari un “tour virtuale” delle divisioni e degli uffici che rappresentano le varie articolazioni interne, illustrandone  brevemente e sinteticamente i compiti. Non esistono all’interno della questura uffici o divisioni più o meno importanti …. esistono uffici più o meno appassionanti, dinamici ed operativi, uffici  soggetti  ad emergenze ed a ritmi più pressanti  di altri, questo sì …. certo, ma per la buona riuscita di un servizio di ordine pubblico o la positiva conclusione di un’indagine di polizia giudiziaria ogni singola componente deve necessariamente fare - e farla bene! -  la sua parte.

E’ doveroso quindi da parte mia un sentito, sincero  ed oserei dire affettuoso ringraziamento a tutti i miei collaboratori, di ogni ordine e grado della Polizia di Stato (dal vicario al più giovane agente, senza dimenticare il personale che è cessato dal servizio), così come dell’Amministrazione civile dell’Interno, organizzazioni sindacali tutte comprese, che non hanno mai perso occasione per dimostrarmi la loro lealtà ed il loro spirito di servizio. Sono state talmente poche e trascurabili, infatti,  le piccole amarezze che non vale nemmeno qui la pena ricordarle.

Il bilancio è assolutamente ed indiscutibilmente positivo!

La questura che ho il piacere di dirigere è una questura giovane,

piena di voglia di fare, che non si risparmia ed i risultati,  come avrete modo di leggere ( nel nostro Giornale, un articolo a parte sempre in data di oggi, insieme alle benemerenze riconosciute ad appartenenti alla Polizia di Stato per operazioni condotte nell’ultimo anno, ndr ) lo confermano pienamente.

Le istituzioni cittadine tutte, nelle più varie forme ed articolazioni, sempre  estremamente disponibili e  collaborative nei confronti dell’Amministrazione che rappresento, il prezioso contributo del Prefetto, l’ottima sinergia con le altre Forze dell’Ordine che ringrazio per la presenza in sala e la grande sintonia con la Procura della Repubblica,  hanno fatto il resto, rendendo il clima vercellese, dal mio punto di vista,  piuttosto unico e non facilmente ripetibile.

Non perdo occasione per ribadire ai miei collaboratori  che il senso di equilibrio ed umanità devono essere sempre la nostra stella polare, perché sono i fattori che permettono di meglio intercettare i bisogni e le necessità delle persone.

Il nostro compito è complesso e delicato, richiede una rapida capacità di analisi del contesto, una prontezza di riflessi ed una capacità decisionale quasi immediata …. tutte condizioni che spesso rendono difficoltosa la ricerca del miglior equilibrio possibile, che noi siamo però costantemente tenuti a ricercare.

Alcune volte con rigore e fermezza, mai con arroganza e prevaricazione.

Dobbiamo avere ben chiaro che solo un’imparziale autorevolezza farà guadagnare a chi come noi indossa una divisa quell’autentico rispetto che rappresenta l’unica vera ricompensa al nostro impegno quotidiano.

Molto, moltissimo è stato fatto ed il dipartimento della Pubblica Sicurezza è ormai da tempo che investe molte energie su questo fronte, ritenendo irrinunciabile un richiamo costante al binomio inscindibile tra etica e pubblica amministrazione.

Purtroppo ancora qualcosa resta da fare.

A tal proposito,  molti  di voi ricorderanno  il convegno tenutosi di recente proprio qui a Vercelli, alla presenza del Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli.

Proprio la  ricerca del miglior equilibrio possibile non può non farci riflettere su un tema particolarmente attuale e delicato, quello dell’integrazione che rappresenta forse l’unica sfida che non possiamo permetterci di perdere.

Ho diretto l’ufficio immigrazione della questura di Torino per oltre 12 anni e so perfettamente quanto sia difficile contemperare interessi che a volte appaiono contrapposti,  non urtando la sensibilità altrui, ma pretendendo il rispetto delle regole che esistono nel paese in cui si è scelto, o in alcuni casi si è stati costretti, a vivere.

E’ infatti cronaca di questi giorni la vicenda degli arresti e delle espulsioni di elementi che hanno preso una deriva estremista, diventando un reale e concreto pericolo per la nostra comunità. 

La paura ed un’informazione distorta portano inevitabilmente ad una limitazione dello stato di diritto con conseguente, inevitabile dilatazione dello stato d’emergenza …. è infatti molto difficile a volte trovare un punto di equilibrio tra libertà e sicurezza, due concetti però che necessariamente devono essere coniugati.

Ciò mi offre lo spunto per ringraziare anche gli organi d’informazione che hanno sempre operato con grande senso di responsabilità, dimostrando così di aver ben compreso l’importanza e la delicatezza del loro lavoro.

Un’integrazione reale ed intelligente rappresenta l’unica soluzione ad uno scenario non scevro da complessità.

La situazione è seguita con estrema attenzione e professionalità, e la risposta italiana su questo fronte è una delle più efficaci e puntuale nel panorama europeo senz’altro e, credo di poter dire con un pizzico di orgoglio, anche mondiale. Non dobbiamo però abbandonarci a facili entusiasmi, la storia ci insegna che la guardia deve restare alta. Mi piace concludere questa celebrazione con una considerazione espressa dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, che sento particolarmente mia e che credo  tracci in modo ineccepibile la via da seguire:

 “Una democrazia che per difendersi deve rinunciare a se stessa, è una democrazia che si sta perdendo…. è il miglior favore che si può fare ai suoi nemici.

Noi che viviamo in un Paese democratico non abbiamo altra alternativa se non quella di difendere la democrazia con le armi della democrazia”.

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