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08/07/2019 - Vercelli Città - Enti Locali
GRANDI MANOVRE PER LA PRESIDENZA DI SII / BARAGGIA - Il Gestore d'acqua più corteggiato da Iren potrebbe essere il "polpo" di grazia all'acqua pubblica - Deterrente alla già difficile decisione del Comune di Vercelli
GRANDI MANOVRE PER LA PRESIDENZA DI SII / BARAGGIA - Il Gestore d'acqua più corteggiato da Iren potrebbe essere il "polpo" di grazia all'acqua pubblica - Deterrente alla già difficile decisione del Comune di Vercelli

Nessuna meraviglia.

Niente di nuovo sotto il sole – e il caldo – di luglio.

Ma andiamo con ordine.

Con un avvertimento ed una preghiera: il Lettore vorrà essere così gentile da munirsi di pazienza e concedere un supplemento di attenzione, perché la questione è complessa.

***

RIFIUTI, PIU’ CHE UN’ EMERGENZA UNA BARBARIE

 

Non è difficile individuare le cause del recente peggioramento – che è un vero e proprio imbarbarimentodella raccolta rifiuti in città.

Quella di Atena Asm ha tutta l’aria di una palese provocazione.

Vi tenete la vostra roba.

E amen.

***

Va detto – di passaggio, ma non è questo il punto – che, passate le elezioni, il board di Asm è lo stesso di prima.

Presidente è sempre l’Oriundo, Sandro Baraggioli.

Con lui sempre Peo Ranghino e Francesco Bavagnoli.

Tutto come prima: quindi, perché aspettarsi qualcosa di diverso?

Ma – come abbiamo detto - non è questo il punto.

***

Il punto è che Asm pare non provarci nemmeno più a tentare di far credere che, della raccolta a Vercelli, gliene importi qualcosa.

Né pare provarci Iren.

***

Perché il problema del recente imbarbarimento è noto da anni: non assumono il Personale necessario.

Il ciclo della raccolta rifiuti è sotto organico di almeno cinque persone, già a livello strutturale.

Figuriamoci ora con le ferie.

Si è provato a chiedere: ma cosa dice il contratto che avete con la coop. Andromeda?

Così, tanto per sapere perché, nemmeno aumentando le ore alla cooperativa che fa per voi il lavoro (a proposito di subappalti), riuscite ad evitare l’imbarbarimento.

E’ vero che per la Magna Carta avete dato 50 mila euro ai preti, come un pret a postulanti garbati, ma non è con il pret per la Magna Carta che riuscite a ridurre lo schifo che la gente prova.

Ma, tornando a bomba: perché non fate almeno lavorare la cooperativa?

Niente da fare: non svelano niente del rapporto con Andromeda.

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Non assumono, né implementano il subappalto.

Semplicemente, sembra che non gliene freghi più niente della raccolta rifiuti.

Un’evidenza di cui solo Palazzo Civico sembra non essersi accorto.

Il Comune tira fuori otto milioni di euro l’anno per pagare questo – chiamiamolo così – servizio, ma il risultato è questo.

Ma, presto o tardi, finiranno di sopportare tutto il guano che la gente (più che comprensibilmente) tira loro in faccia e – forse – prenderanno il toro per le corna.

Punto interrogativo.

Perché – forse – un bel giorno incominceranno a domandarsi perché i vari Amministratori del Comune debbano prendersi tutto questo guano sulla faccia a causa di Atena Asm.

***

Si dice: perché è la Municipalizzata, è roba nostra.

E, invece, come sappiamo bene, non è così.

Ormai è roba di Iren.

Venduta non proprio come un piatto di lenticchie, ma – come dicevano i nostri vecchi – ‘na grama cuja l’uma mangiala al vennar (trad.: avevamo solo una cotenna e, per la fame, ce la siamo mangiata e per di più di venerdì, che è di magro): insomma, un intreccio di controsensi da paura.

Ma, con la vendita, da parte del Comune, della maggioranza delle azioni di Atena ad Iren, non si è consumato un controsenso, bensì si è compiuto un disegno lucido, per non dire luciferino, concepito a Torino e supinamente eseguito a Vercelli.

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Se Iren decide che qui non ha interesse a tenere pulita la città, forse è la città che ha interesse a cercare di capire dove sia aggredibile il contrattone di servizio che intercorre tra Comune di Vercelli e Atena Asm, per cercare di risolverlo.

E cercare poi un nuovo Fornitore che abbia interesse a lavorare per il Comune di Vercelli.

Fantapolitica?

Se preferiscono il guano sulla faccia, allora è fantapolitica.

Se, invece, vogliono la città pulita, qualcosa dovranno studiarsi.

Non andiamo ancora a cercare cose difficili ( volendo ammettere qualche scampolo di buona fede nel comportamento di Iren ) come la sopravvenuta, eccessiva onerosità della prestazione e via discorrendo, perché queste sono cose da Avvocati e gli Avvocati, ringraziando il Signore, non mancano.

Per cui, ci diciamo da soli: sutor, ne ultra crepidam.

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Ma se ad Iren non interessa più un bel niente di adempiere al contratto di servizio con il Comune di Vercelli, allora a cosa è interessata?

Ecco, questo è il punto.

Ma andiamo con ordine.

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A LORO INTERESSA L’ACQUA, SOLO L’ACQUA, NIENT’ALTRO CHE L’ACQUA

E qui, di passi indietro, bisogna farne parecchi.

Almeno fino al 2016.

Abbiamo visto che il 17 dicembre 2015 il Consiglio Comunale di Vercelli vota – con soli 14 Consiglieri su 32 – la cessione della frazione maggioritaria del Capitale Sociale di Atena ad Iren.

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Quelli di Iren non perdono un minuto e, già nei primi mesi del 2016, incominciano quella che, nelle loro intenzioni, è una vera e propria tentata espansione.

Monotematica.

A loro non interessano né fuochino, né fuoco.

Interessa Acqua.

Acqua, nient’altro che acqua.

L’oro blu.

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Passano, dunque, poche settimane ed eccoli in azione soprattutto in direzione di SII, il gestore degli acquedotti di cui sono Soci 62 Comuni dell’Alto Vercellese e Biellese, il Consorzio di Bonifica della Baraggia ed il colosso SMAT di Torino (per fortuna e vedremo perché).

Siamo, non dimentichiamo, nel 2016.

Quando a Vercelli è Amministratore Delegato di Atena il geometra gentiluomo, il gentile Eros Morandi.

 

SE EROS PASSA DAL FUOCO ALL’ACQUA

 

Lo stesso che aveva fortemente voluto la riaccensione dell’Inceneritore di Via Asigliano.

Ed anche a questo proposito, sia concessa – come per il caso Andromeda – una breve divagazione.

Sappiamo che da settimane il Vicesindaco di Asigliano Vercellese, Lillo Bongiovanni, ha chiesto ad Asm copia dei verbali del Consiglio di Amministrazione, del periodo in cui lui stesso, Lillo, era Consigliere di Amministrazione.

Così si vedrà – afferma Bongiovanni – chi fosse (il geometra gentiluomo, appunto) a volere la riaccensione dell’Inceneritore.

Ma questi verbali – sono poche fotocopie – non arrivano mai.

Fine della digressione.

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Dunque Morandi all’epoca è l’uomo (sono modi di dire) di Iren a Vercelli.

E ci mette poco a tessere una tela di rapporti (un’altra: quella con Palazzo Civico a Vercelli è nota) con la SII.

Ed in particolare con il Presidente dell’epoca, Roberto Mercandino, uomo Coldiretti.

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IL GEOMETRA GENTILE FA LA CORTE A SII

Il geometra gentiluomo, per conto di Atena, ipotizza qualcosa del genere: guardate, Signori della SII, noi vi rileviamo, per una somma che potrebbe anche aggirarsi sui 2 milioni di euro.

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Ma nelle campagne irrigate ed abbeverate dalla SII non sono proprio abbottonati dietro.

Non siamo a Vercelli.

Anche se, allora, la SII genera un utile annuo, poi redistribuito ai vari Soci, mai superiore ai 30 mila euro.

Simbolico.

E, quindi, i 2 milioni del geometra gentile a qualche buontempone possono anche apparire congrui.

Senonchè, ad esempio, il Comune di Cossato ha in portafoglio una partecipazione a SII pari al 9 per cento.

E quel nove per cento è valorizzato a circa 400 mila euro.

Allora: se il 9 per cento vale 400 mila euro, è possibile che il 100 per cento valga 2 milioni?

A qualcuno pare di no.

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Poi la Presidenza SII scade, si forma un nuovo Consiglio ( in carica dal 2016 al 2019 ) che nomina Leonardo Gili.

Le cose migliorano perché l’utile annuo ora è di un milione di euro (2017) e 650 mila nel 2018.

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QUEL PROGETTO AMBIZIOSO, UN INCUBO PER IREN

L’azienda ha circa 50 dipendenti e fa parte della coop. ATO2, che ha un progetto ambizioso.

Riunire tutti i gestori dell’acqua in un solo consorzio tutto formato da soggetti pubblici.

Ed è questa la vera bestia nera prima di Eros, poi del suo successore, il sagace e grandissimo Fabrizio Tucci, ma purtroppo anche di Roberto Conte.

Perché purtroppo?

Perché, essendo dotato di materia grigia, alla fine è il più pericoloso di tutti.

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COSA STA SUCCEDENDO IN SII E NELLA BARAGGIA?

Si torna a dover rinnovare il Consiglio ( 2019 - 2022 )  e poi – mercoledì, dopodomani – il Presidente di SII.

Ed ecco come vanno le cose.

Anzitutto, le forze in campo.

Il Consorzio di Bonifica della Baraggia ha il 32 per cento di SII.

La SMAT di Torino (una sorta di Atenona dell’acqua) il 20 per cento.

Il restante 48 per cento è dei 62 Comuni.

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Si presentano varie liste di candidati.

Va detto che tutto il complesso meccanismo di votazione è stato regolato nella più completa correttezza: le evidenze sono di carattere politico ed aziendale, opinioni, ma tutto è stato perfettamente regolare.

Ecco le liste.

Lista Consorzio Bonifica Baraggia.

Lista Smat Torino.

Lista Mottalciata.

Lista Salussola e altri Comuni biellesi.

Lista Roasio.

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Come si vede, una competizione elettorale vera, soprattutto per quanto riguarda i pesi ed i contrappesi tra i 62 Comuni.

Perché è chiaro che le percentuali finali di partecipazione al capitale sociale non possono cambiare: 32 per cento a Baraggia, 20 a Smat e 48 complessivamente ai Comuni.

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Ed ecco i risultati, che il 6 luglio scorso, sabato, hanno dato luogo al nuovo Consiglio di Amministrazione.

Sono stati eletti: Roberto Mercandino e Leonardo Gili, per i Comuni.

Poi Claudio Costanzo e Valter Pozzo per la Baraggia e, infine, Armando Quazzo per la Smat.

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Ora pare che i pronostici della vigilia (mercoledì) siano a favore di una nuova Presidenza Mercandino.

Con la motivazione apparente che, in tal modo, si bilancerebbe, con un uomo Coldiretti, la presidenza della Baraggia, invece in capo a uomo Unione Agricoltori.

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Ma, c’è un “ma”.

C’è chi teme che, con il ritorno di Mercandino, si riapra la strada per Iren.

Sempre sitibonda di acqua.

Da tempo, infatti, l’attuale uomo di Irena a Vercelli, Roberto Conte, fa vere e proprie serenate sotto le finestre della Direzione di SII e Baraggia.

Quasi fosse in attesa della treccia che, come nella favola di Raperonzolo, potrebbe aiutarlo ad issarsi nella torre in cui sta rinchiuso il prezioso tesoro.

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IREN PUNTA ALLA SII, MA MIRA E METTERE FUORI GIOCO IL COMUNE DI VERCELLI

 

In tutto ciò, che ruolo gioca il Comune di Vercelli?

Il Comune di Vercelli è – per Iren – oggi il vero problema.

Ecco perché ha assoluto bisogno di fare attorno a Palazzo Civico una “cintura” che renda impossibile il disegno dei sette Gestori tutti pubblici, uniti.

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Perché, ad oggi, l’unico Gestore delle acqua nell’ambito di ATO2 che non sia pubblico è proprio Atena Asm.

Ma, in sé, il problema sarebbe risolvibile.

Perché sappiamo che Palazzo Civico ha un’opzione.

A dicembre 2019 può decidere di tornare in possesso della gestione delle proprie reti idriche, finite in pancia ad Asm e quindi ad Iren con la cessione del dicembre 2015.

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E’ una cosa che da sempre toglie il sonno a Massimiliano Bianco (Amministratore Delegato di Iren) e quindi ora a Roberto Conte.

Avrebbero potuto continuare a dormire tra due guanciali se fosse stata confermata Maura Forte.

Ma oggi, con Andrea Corsaro le cose sono un po’ ( solo un po’ ) più difficili.

Perché?

Perché, già non è – in sé – così semplice esercitare il diritto di opzione.

Il riacquisto non può avvenire con il pagamento cash di qualcosa come 20 milioni di euro o giù di li.

Perché giù di lì?

Non si sa esattamente cosa valga l’acquedotto?

Ancora no.

Possibile?

Possibile.

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FINO AD ORA, CON LA DECISIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE, SI SONO VOLUTTUOSAMENTE PULITI

 

Perché già il 28 settembre 2017 il Consiglio Comunale, con 16 voti a favore e 10 astenuti, aveva deliberato di procedere alla riacquisizione.

Ma, prima, di procedere, da parte della Giunta, ad individuare i valori, cioè cosa valesse il tutto, compreso il nuovo Campo Pozzi realizzato da Atena Asm.

Ebbene, credete che Maura Forte e compagni abbiano mosso un dito per adempiere al mandato consiliare?

Ecco, indovinato.

Si sono voluttuosamente puliti.

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Si dirà: ma, nel frattempo, c’è stata la novità del Disegno di Legge presentato dalla Onorevole Federica Daga, dei 5 Stelle, per attuare in tutta Italia il mandato del referendum “acqua bene comune”, cioè procedere d’ufficio alle varie pubblicizzazioni del servizio idrico sul territorio nazionale.

Una foglia di fico.

Perché è ormai chiaro a tutti che il Disegno di Legge (la lobby degli acquaioli industriali, è fortissima) Daga è impantanato e non vedrà la luce in questa Legislatura, anche se arrivasse a scadenza.

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Sicchè ora l’iter amministrativo – per il Comune di Vercelli - è tutto da compiere.

Ma è proprio a questo punto che si innesta potentemente la questione SII.

Se ai sette Gestori che vogliono l’acqua pubblica, venisse meno la “gamba” SII, allora le cose si complicherebbero.

Un po’, nemmeno tanto.

Ma, comunque, se uno che ha già poca voglia, figuriamoci.

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PER LA GIUNTA CORSARO E PER IL NUOVO CONSIGLIO COMUNALE, È IL MOMENTO DELLE SCELTE

 

Dunque, arriviamo ad una prima e necessariamente provvisoria conclusione.

La strada per cui il Comune di Vercelli ed i vercellesi possano tornare in possesso del proprio acquedotto e, insieme agli altri Gestori dell’Ato2, procedere ad una gestione ad un tempo pubblica ed efficiente, a costi contenuti, di questo bene primario, è tutta in salita.

Né si può pensare che Iren molli così facilmente la presa.

Anzi.

Ce le metterà tutta per impedirlo.

Bisogna saperlo.

Forse non sarà come una piovra, metafora che va oltre il segno.

Come un polpo, diciamo, potrebbe essere.

Il polpo di grazia sull'acqua pubblica.


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