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25 September 2018 | Vai alla Prima Pagina
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09/09/2018 - Lungosesia Est - Pagine di Fede
DA ALBANO A SAN NAZZARO SESIA: LA PROCESSIONE DEL GUADO - Un angolo di Paradiso è già qui, basta saperlo vedere - GALLERY E FILMATO
DA ALBANO A SAN NAZZARO SESIA: LA PROCESSIONE DEL GUADO - Un angolo di Paradiso è già qui, basta saperlo vedere - GALLERY E FILMATO
La Processione del Guado - Da Albano a San Nazzaro attraversando il fiume amato

Per carità: è risaputo che la preparazione di Alessandra Ticozzi sia a dir poco proteiforme.


Vai al video con le immagini della processione cliccando l'icona qui sotto -




Poliedrica.

Una tavolozza dai mille colori.

Che però fosse anche un’esperta mariologa, questo ce lo eravamo perso.

Oggi ad Albano, quando, appena finita la S.Messa celebrata da Don Cristiano Formaggio, ci si accingeva ad intraprendere la via per compiere, nella processione “del Guado” un atto semplice e profondo di devozione mariana.

La sapienza di tanta gente, generazione dopo generazione, ha sempre riconosciuto nella Vergine la conferma ed in qualche modo anche la consacrazione della umanità di Cristo.

Proprio come ci ha insegnato Jean Paul Sartre.

Jean Paul Sarte mariano?!

Ebbene sì, perché Lei non si ferma di fronte alle nostre piccole intemperanze e ci viene a cercare, magari per suggerirci un pensiero, un’idea.

“La Vergine guarda il bambino. Ciò che bisognerebbe dipingere sul suo volto è uno stupore ansioso che è comparso una volta soltanto sul viso umano. Perché il Cristo è suo figlio, carne della sua carne e sangue delle sue viscere. L’ha portato in grembo per nove mesi, gli offrirà il seno, e il suo latte diventerà il sangue di Dio. Qualche volta la tentazione è così grande da fargli dimenticare Dio. Lo stringe fra le braccia e dice: “Bambino mio”. Ma in altri momenti rimane interdetta e pensa: lì c’è Dio, e viene presa da un religioso orrore per quel Dio muto, per quel bambino che incute timore. Questo Dio è mio figlio. È fatto di me, ha i miei occhi, la forma della sua bocca è la mia, mi assomiglia. È Dio e mi assomiglia. Nessuna donna ha mai potuto avere in questo modo il suo Dio per sé sola, un Dio bambino che si può prendere fra le braccia e coprire di baci, un Dio caldo che sorride e respira, un Dio che si può toccare e ride. È in uno di questi momenti che dipingerei Maria se fossi pittore”.

***

Insuperabile ed incomparabile: “E’ fatto di me, ha i miei occhi, la forma della sua bocca è la mia, mi assomiglia. E’ Dio e mi assomiglia”

***

Maria aveva bisogno di lui, perché scrivesse queste cose.

Ma in quel momento lui aveva non meno bisogno di Maria.

Era la notte di Natale ed era rinchiuso in un campo di prigionia, in balia della follia nazista.

Maria viene a cercarci nei luoghi più negletti e devastati, anche nei territori sperduti ed impervi dove ci abbia condotto la nostra vita, dove ci siamo cacciati noi.

Non si ferma davanti a niente.

Non esita a cercarci anche dove, talvolta,  la Chiesa stessa non ci prova più.

***

E che la Madonna sia “madre” amorevole eppure irriducibile, lo ha sempre saputo la pietà popolare.

Alle persone semplici e miti di cuore non si è mai dovuto spiegare più di tanto questa verità di fede: è stata, semmai, una cosa più difficile da digerire per i sapientoni.

Per tanti di loro – sì, certo – Maria va bene, ma senza esagerare.

L’intuizione di Paolo VI fu (che era, con le categorie umane, della cultura, più sapientone ed erudito pressoché di chiunque altro, però lui credeva davvero in Dio) invece chiara e semplice: non si può essere autenticamente cristiani se non si è mariani.

Come è vero.

Così oggi, quando la Chiesa celebra la Natività della Vergine (8 settembre) Alessandra Ticozzi ha buon gioco a dire, prima di intraprendere il cammino, che proprio Paolo VI nel 1968, giusto mezzo Secolo fa, istituì la memoria della “Madonna dell’equilibrio”.

L’anno prima, un monaco trappista che stava nel convento delle Frattocchie presso Roma, trovò una antica effige della Vergine, venerata con questo titolo.

E, già allora, il Pontefice intuì che la virtù dell’equilibrio fosse qualcosa di assolutamente attuale, la sua necessità una evidenza di quel tempo.

E non meno – 50 anni dopo – di questo tempo.

Ma Alessandra va oltre, per dire che proprio qui nella nostra Diocesi, in città, ad un passo dalla Cattedra di Eusebio, in Via Filippa di Martiniana, c’è l’immagine di Maria Bambina ed anche questa è una devozione popolare che non tramonta.

Anzi, oggi si apre la novena in suo onore.

Per arrivare finalmente qui ad Albano (la statua in legno policromo che si ammira nella Parrocchiale è dell’Assunta) e poi a San Nazzaro.

Dove la Madonna volle manifestarsi ad un commerciante che aveva appena terminato di riposarsi nel luogo ove ora sorge il piccolo Santuario della Madonna della Fontana.

Vide appeso al ramo di una piante un quadro, con la figura di Maria, ma non riusciva a riportarlo a terra.

Quel prodigio fu interpretato dalla Chiesa come un segno e così, da quella lontana fine secolo, del Secolo XVII, migliaia di fedeli hanno avuto un altro luogo dove recarsi in pellegrinaggio.

Un luogo che dice la pace e la laboriosità di questa ubertosa landa tra la provincia di Vercelli e quella di Novara, tra questa terra ed il suo fiume, che si lascia attraversare, quasi riconducendo allusivamente a quelle acque che si aprirono nel Mar Rosso per assicurare la salvezza al popolo di Dio. Al popolo che crede. Al popolo che prega, che ama, che consacra la propria vita al Mistero.

Al Mistero sempre benigno, anche quando le sue vie paiono imperscrutabili, anche quando – di fronte al male che insidia il Mondo e talvolta pare vincere – la fede si fa interrogativa.

Consacra la propria vita alla Provvidente benevolenza di quel Padre che è un “Dio geloso” il quale, tuttavia, è capace di Misericordia e persino si confessa smemorato, pur di non smentirsi nello struggente amore per la propria creatura: non mi ricorderò più del loro peccato.

***

Si parte.

Tutti uniti in processione in questa tiepida giornata che pare salutare l’Estate.

 

Si arriva al fiume, ci si toglie le scarpe, si avanza con l’acqua fino al ginocchio.

Poi si riprende la via fino alla Madonna della Fontana.

Si prega ancora, la S.Messa celebrata da Mons. Mario Allolio, Vicario Generale.

Accompagna la liturgia la corale, veramente all’altezza del compito.

Poi il riposo, il pranzo al Sacco, la conversazione garbata.

Insomma, talvolta è vero che il Paradiso sia già qui ed a portata di mano.

Al prossimo anno.

Oggi vi lasciamo con la gallery e con il filmato.

 

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